Fecondazione assistita: ecco le nuove regole
Un bell’articolo di Monica Soldano sullo stato delle regole riguardanti la fecondazione assistita dopo la sentenza della Corte Costituzionale.
Un bell’articolo di Monica Soldano sullo stato delle regole riguardanti la fecondazione assistita dopo la sentenza della Corte Costituzionale.
In alcuni ospedali italiani è come se non vi fosse stata nessuna sentenza della Corte Costituzionale, o così almeno dicono alcune pazienti. L’Ospedale San Raffaele nega, ma al tempo stesso dice…
“Per noi, e con riguardo – replica Ferrari – all’insegnamento del fondatore don Luigi Verzè, l’embrione, fin dal momento della sua costituzione, rappresenta una originale individualità, caratterizzata da un patrimonio genetico unico in grado di concretizzare una persona irripetibile, frutto di un disegno divino. Di qui l’onere di garantire all’embrione umano le migliori cure e attenzioni”.
Insomma, siamo alle solite, purtroppo.
In seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha abrogato parti della Legge 40 e in particolar eil limite massimo di tre ovociti da usare, pare che le regole applicate in tema di fecondazione assistita nelle diverse strutture italiane sia diversa da centro a centro – mentre dovrebbe essere diversa da caso a caso, e dovrebbe essere sempre il medico a decidere cosa fare.
Leggi per intero la sentenza n.151 della Corte Costituzionale che dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art 14 commi 2 e 3 della Legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita).
Questa, in sintesi, l’idea della Corte Costituzionale che ha ritenuto incostituzionale l’articolo 14 della Legge 40. Ecco una sobria analisi.
La Corte costituzionale ha finalmente stabilito che l’art. 14 della Legge 40 sulla PMA è incostituzionale, in quanto anche in questo delicato campo è sempre e solo il medico curante, e non il legislatore, in nome di un qualche non meglio identificato principio morale, a dover operare le scelte professionali che meglio si adattano al caso concreto, e il limite massimo dei tre embrioni e l’obbligo dell’unico e contemporaneo impianto previsti dall’art. 14 non consentivano
“la valutazione, sulla base delle più aggiornate e accreditate conoscenze tecnico-scientifiche, del singolo caso sottoposto al trattamento, con conseguente individuazione, di volta in volta, del limite numerico di embrioni da impiantare, ritenuto idoneo ad assicurare un serio tentativo di procreazione assistita, riducendo al minimo ipotizzabile il rischio per la salute della donna e del feto”.
Finalmente.
Per una critica della Legge 40 e una previsione del futuro, Simone Luciani:
Fecondazione assistita, è servita la Consulta per ribadire le ovvietà.
La Corte Costituzionale ha rinviato a data da destinarsi la discussione sulla costituzionalita’ della Legge 40 sulla fecondazione assistita, originariamente prevista per il prossimo 4 novembre.
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